Il limite della lista Angelini? Avere coscienza

Non tutelano l’interesse collettivo della comunità artenese. Gli artenesi scopriranno gli illuminati che hanno eletto Il limite della lista Angelini? Avere coscienza Il pensiero illuminato di Felicetto e compagni: la maggioranza detta la linea alla minoranza. Ma è ri-scherzetto o “ducetto”? Naufraga l’esperienza del partito nazione di Renzi a Artena?.

A molti sfugge che la minoranza, Artena Cambia, e la maggioranza Insieme Artena Rinasce, sono liste civiche che provengono dal Partito Democratico. Le primarie non furono fatte e il PD si divise in due liste civiche.

La situazione è tanto impantanata e perdura, da un anno, da quando era intervenuto il segretario provinciale del PD, il quale auspicava un confronto costruttivo con un nuovo progetto e maggioranza per Artena. Allora alla domanda “è anche una questione di persone?” il segretario provinciale rispondeva che “penso sia soprattutto una questione di persone…….”. “Per costruire un partito forte dobbiamo tener presente l’interesse collettivo”. Dopo si è chiuso il circolo PD artenese.

Dopo un anno stiamo al punto di partenza e così gli artenesi scoprono gli illuminati che hanno eletto. Già nel Consiglio comunale del 23 febbraio 2016 era andato di scena il pareggio. Otto consiglieri di maggioranza e otto di opposizione.

Gli attuali politici hanno la responsabilità di aver accoltellato cittadini artenesi alle spalle ma non lo vogliono ammettere. Il Sindaco non cadrà domani ma i giorni sono contati. Sarà una lunga agonia. Non c’è coraggio ma solo superbia e non curanza. Certo, la responsabilità sta tutta all’interno della lista Insieme Artena Rinasce e sul proprio candidato a Sindaco. Però in soccorso è venuta la lista di opposizione Artena Cambia che non ha saputo concretizzare la sfiducia nel Dicembre 2015, non proponendo una mozione di sfiducia consiliare. Rimasero davanti al portone del notaio. Facciamoci male ma non troppo. Diciamo che è tutto nella famiglia PD. Adesso, animata da più coraggio, ci riprova e presenta formalmente la messa all’ordine del giorno del consiglio una richiesta di sfiducia.

Viene da dire: cittadini di Artena state tranquilli o meglio SERENI. Il clima politico sembrerebbe infuocato ma non più di tanto. Chi crede che questi amministratori possano apportare dei cambiamenti, possono dormire sonni tranquilli. Occorre capire che questi “poveri” amministratori artenesi devono essere messi in condizione di lavorare. Se finora hanno sonnecchiato è perché sono mancate le condizioni previste in campagna elettorale. I 3.696 elettori artenesi che li hanno votati devono farsene una ragione. Bisogna guardare in faccia le persone elette. Sono persone che sono appena arrivate da tre anni e sono inesperte. Senza alcuna esperienza di governo locale. Hanno bisogno di tempo che comprendere dove stanno. Forse non avranno le idee chiare. Non sapranno comunicare le loro azioni di governo. Per questo hanno chiesto aiuto a Notarfonso Alfonso per implementare l’ufficio di staff allo scopo di fornire miglior supporto agli organi di governo (sindaco e assessori) a realizzare efficacemente il programma elettorale (delibera di giunta comunale n. 160 del 17 settembre 2015).

Non resta agli elettori di armarsi di pazienza e credere sulla buona volontà che mettono a disposizione della cittadinanza tutti i giorni. In fin dei conti sottraggono tempo prezioso e risorse finanziare alle loro famiglie e ai loro lavori. Questo spirito di sacrificio e altruismo non viene compreso. Eppure ad alcuni di loro glielo ha ordinato il “medico”.

Come non ricordare il Sindaco quando dichiarava in pubblica piazza che il Consiglio dovrebbe vergognarsi perché non era stato in grado di discutere e affrontare il problema (se lo fosse) della centrale Biometano. Ringraziava il Comitato per il buon lavoro fatto e per aver passato i compiti al Comune che ha cercato di “copiare“ e trasmettere agli organi competenti. Diciamo pure, a nostro avviso che il Comune se ne è fregato di nominare propri tecnici.

Nello stesso incontro il Sindaco volava alto, quando in piazza (Agora), luogo che ritiene di alta democrazia, meglio del consiglio comunale, aveva scomodato “Gesù e i dodici apostoli” per dire che cosa aveva mai combinato Felicetto visto che ben quattro lo avevano tradito su dodici. Parlava di Gesù, come di un “personaggio storico di rilevanza epocale” a cui solo uno lo ha tradito (Giuda) mentre a Lui, senza aver fatto nulla, quattro. Diciamo un accostamento sacro-profano degno di una saggezza fuori dal comune.

Infine, come non ricordare l’imminente avvio della raccolta differenziata e del taglio delle tariffe.

Ebbene i membri della lista Insieme Artena Rinasce sono dell’idea che la maggioranza impone la linea a scapito della minoranza. Coloro che sono minoranza si devono adeguare al pensiero dominante. Nel caso specifico visto che i consiglieri della lista del Sindaco, d’accordo con quest’ultimo sono otto, i quattro “vigliacchi” dovevano adeguarsi al volere degli altri, senza mugugnare più di tanto. Altrimenti dovevano “telare”, cioè dovevano dimettersi per far posto ai candidati allineati al pensiero maggioritario invece di fare il gruppo autonomo. Ricordate il mantra del Sindaco che gli elettori avevano posto fiducia in Lui come sindaco e pertanto domandava ai “traditori” di dimettersi.

Oggi si comprende che forse era già chiaro che alcuni “mancamenti” erano lì per lì per avvenire e si voleva rinforzare la maggioranza.

Forse è arrivato il momento di mettere le chiacchiere da parte. E’ certo che la Giunta è a scadenza. Quando? Vogliano i consiglieri deciderlo. Se preferiscono credere “all’asino che vola” facciano pure. Però devono comprendere che chi afferma che l’asino vola non è detto che sia “scemo”. Può farlo per motivi a noi sconosciuti. Il fatto grave è che gli altri ci credano. E per il solo fatto che ci credono non possono successivamente dire mi sono sbagliato oppure mi sono illuso o ancora peggio non pensavo. Qualsiasi motivazione a posteriori di sgravio avrà l’effetto contrario e aggraverà la scelta fatta. E’ risaputo che un asino non vola. Ognuno di noi può credere, può sognare, può costruire castelli sulla sabbia senza far ricadere i costi sugli altri.

La Giunta non ha margini di manovra in bilancio, troppi debiti, non ci sono i soldi. Colui che vorrà soccorrere questa amministrazione al collasso, dovrà sopportare il grosso fardello del tradimento del corpo elettorale.

La soluzione che noi del M5S proponiamo da qualche anno, sono delle SANE e BELLE elezioni prima possibile. Il motivo è la mancata tutela dell’interesse COLLETTIVO della comunità artenese. Si spera nei prossimi arrivi e nel solco tracciato nel terreno artenese dai 604 elettori della scorsa campagna elettorale che a ben guardare hanno la coscienza a posto. Meglio non potevano fare.

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