Abbattiamo il Porcellum

“Un referendum per abbattere il Porcellum” Società civile e Web lanciano raccolta firme


 
 Secondo Enrico De Mita, professore emerito di Giurisprudenza presso l’Università Cattolica di Milano, “di fronte all’inerzia del Parlamento non c’è niente di meglio che l’abrogazione popolare di una legge elettorale sconcia”. Il 30 giugno il Comitato referendario inizia l’iter per arrivare alla consultazione popolare. Su Internet le iniziative di Valigia blu e Libertà e giustizia
 
“Esiste nel nostro ordinamento una legge elettorale maggioritaria talmente sconcia che è stata battezzata ‘porcellum’” e che “è l’esempio classico di una vicenda irrazionale che sollecita un referendum abrogativo”. A proporre un’altra consultazione dopo il successo dei quesiti su acqua, nucleare e legittimo impedimento non è un comitato referendario, ma Enrico De Mita, professore emerito di Giurisprudenza presso l’Università Cattolica di Milano, che ieri ha lanciato l’appello dalla prima pagina del Sole 24 Ore. Un parere autorevole che si unisce alle voci che in Rete e nella società civile chiedono l’abrogazione della legge elettorale.
L’iniziativa principale è “Io Firmo. Riprendiamoci il voto” promossa dall’ex senatore Ds Stefano Passigli del Comitato per il Referendum sulla legge elettorale che evidenzia i quattro principali difetti del Porcellum: le liste bloccate, il premio di maggioranza, le deroghe alla soglia di sbarramento e l’obbligo di indicazione del candidato premier. L’obiettivo sono 500mila firme e sul sito è possibile leggere i tre quesiti. Nei prossimi giorni sarà poi disponibile online la lista dei punti dove verranno raccolte le firme, mentre gli organizzatori stanno procedendo all’invio dei moduli negli 8.094 comuni d’Italia. “Il 30 giugno è la data ufficiale di inizio ed entro il 30 settembre dovremo depositare le firme presso la Corte di Cassazione”, spiega Passigli che ricorda l’importanza dell’onda lunga di Internet: “Il fermento per questo referendum viene dalla Rete e dall’innovazione tecnologica. Anche se l’ultima consultazione non avesse raggiunto il quorum, noi avremmo comunque proposto l’abrogazione del Porcellum per via referendaria. E sono tanti gli italiani che dall’estero vogliono partecipare. Il problema sarà l’autenticazione delle loro firme, di cui può occuparsi solo il consolato”.
 
Ilfattoquotidiano.it  del 30 giugno 2011

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