APPALTI: AUTHORITY, MAGGIOR DURATA APPALTI DELL’89% TRA 2006-09

(AGI) – Roma, 15 giu. – La maggior durata degli appalti e’ stata dell’89% nel periodo 2006-2009. Lo illustra il presidente dell’Autorita’ per la Vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, Giuseppe Brienza, in occasione della presentazione al Parlamento della Relazione annuale 2010 al Senato. Le stazioni appaltanti, spiega, mostrano “una scarsa capacita’ di gestione degli appalti pubblici che spesso porta ad un prolungamento dei tempi di realizzazione dei lavori nonche’ ad inasprire il livello di contenzioso, gia’ rilevante in condizioni normali”. “Gli appalti di lavori pubblici conclusi entro il 2009 – aggiunge – hanno mostrato un incremento della loro durata rispetto alla rilevazione relativa agli anni 2000-2006: la maggior durata e’ passata dall’85% rilevata nel periodo 2000-2006 all’89% del periodo 2006-2009 mentre la maggiore durata degli appalti caratterizzati da contenzioso e’ passata dal 96% al 110%, denotando in questo modo la necessita’ di introdurre nel mercato sistemi di qualificazione per le stazioni appaltanti e sistemi premianti per le imprese che hanno comportamenti virtuosi verso la Pubblica Amministrazione. La maggior durata degli appalti e’ stata dell’89% nel periodo 2006-2009 Le maggiori criticita’ riscontrate nei comportamenti delle stazioni appaltanti attengono sia alle attivita’ propedeutiche alla predisposizione della gara (difficolta’ nella predisposizione di atti e documenti di gara, scelta di criteri e procedure non pienamente rispondenti alle finalita’ della norma), sia alla successiva fase di esecuzione, nella quale le stazioni appaltanti mostrano una scarsa incisivita’ nella gestione e verifica dell’esecuzione del contratto da parte del contraente privato”.
  Analizzando il mercato dal lato dell’offerta, si evince che “la scarsa qualificazione degli operatori economici determina inefficienze nell’esecuzione dei contratti, che conducono a ritardi di esecuzione e contenziosi, cagionando inefficienza e diseconomicita’ nel perseguimento dell’interesse pubblico delle stazioni appaltanti”. Il piu’ delle volte, conlcude Brienza, “le inefficienze e le diseconomicita’ sono provocate dall’incapacita’ degli operatori economici di far fronte agli eccessivi ribassi che hanno presentato in sede di gara, al solo fine di aggiudicarsi il contratto, che non garantendo un’effettiva remunerativita’ all’offerente, determinano l’esigenze dell’operatore medesimo di integrare comportamenti opportunistici per rientrare nei propri profitti di impresa”.(AGI) Ila 151132 GIU 11 .

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