ARSENICO, TROPPI BUCHI NELLE ANALISI ASL. SI VA VERSO UN’INCHIESTA DELLA PROCURA

Un filo rosso corre lungo questa storia dell’arsenico nell’acqua, svelato in tutta la sua gravità il 18 novembre scorso: è il ruolo della ASL di Latina che nonostante le analisi allarmanti ha omesso di informare i cittadini e anche di sollecitare interventi urgenti per abbassare i rischi. Su questo da due giorni si concentra l’attenzione della Procura della Repubblica anche sulla…. ….base di un esposto del Comitato Acqua Pubblica che comunque è orientato a procedere con class action nei confronti del gestore, Acqualatina S.p.A. Sulla incredibile superficialità dell’Azienda sanitaria le ipotesi sono molteplici: semplice imperizia, sottovalutazione dei rischi, complicità con Acqualatina S.p.A. che per sopperire al problema arsenico avrebbe dovuto mettere in campo investimenti importanti. Domattina i vertici della ASL saranno sentiti in audizione dalla Commissione straordinaria Ambiente e Sanità della Provincia, disertata la scorsa settimana. Si allontana invece il «salvagente» nel quale speravano sia il gestore che l’Ato4 e per esso il presidente Armando Cusani. Il Ministero della Salute non ha infatti concesso la deroga del limite massimo a 20 microgrammi per litro che resta infatti fissato per legge a 10 microgrammi, ampiamente superati a Cisterna di Latina e a Cori, ma con picchi anche in alcune zone di Aprilia e di Latina. Quelle servite dall’acquedotto di Carano. Sul piano pratico sono in atto ormai da 48 ore interventi straordinari di distribuzione alternativa dell’acqua a cura della protezione civile e pagati da Acqualatina S.p.A. La società però ha già fatto sapere che questa situazione di emergenza dovrà essere riconosciuta dalla Regione con adeguati rimborsi. Va ricordato infatti che Acqualatina è (anche) un’azienda in crisi e non può permettersi questo sforamento straordinario al piano degli investimenti, a sua volta rischioso. Manca inoltre al momento un’adeguata informazione alla popolazione interessata, circa 18.000 cittadini, perché non è pronto l’opuscolo che sta preparando la società insieme all’Ato4 e non ci sono state, fino a ieri pomeriggio, iniziative da parte dell’Azienda sanitaria, né dalla Regione Lazio.

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