Artena, il paese dei briganti del cemento Postato il aprile 19, 2011 da Archeologia in rovina

artena 19/04/2011      Si è chiusa da poco a Roma la mostra Nei borghi antichi la storia è vita, parte di un progetto che dovrebbe valorizzare il patrimonio storico dei comuni della Provincia di Roma, dove al momento più che le iniziative culturali fioriscono i centri commerciali. Da Artena arriva una notizia che conferma che anche nel cosiddetto paese dei briganti il cemento.. ….la fa da padrone e che la storia del territorio interessa a pochi. Nel corso degli scavi per la costruzione di ben sei condomini e un albergo nel cantiere della Lari srl presso via Velletri è stato ritrovato un tratto dell’antica via Latina, in blocchi di calcare bianco. Il tratto di strada è stato  in parte danneggiato e non verrà risparmiato, nonostante le proteste del gruppo Impegno civico per Artena.

Artena. Sulla sinistra la strada romana scoperta in via Velletri

La storia di Artena è sistematicamente calpestata, nel vero senso della parola: l’area archeologica di Pian della Civita è  logorata dagli aratri che non si fermano nonostante i vincoli, bucherellata da costruzioni e recinti abusivi, sbriciolata dall’andrivieni delle greggi sulle rovine. Le ricerche degli archeologi belgi che vi scavano da anni proseguono con enormi difficoltà, nonostante l’importanza dei ritrovamenti. Non se la passa meglio il Museo Archeologico, oggi chiuso, dove  ha lavorato per anni con dedizione e  scarse soddisfazioni l’archeologo Massimiliano Valenti, che si ritrova ancora oggi a dover spiegare a politici di vario colore il potenziale del territorio e l’importanza, anche solo dal punto di vista educativo e civico, della conservazione delle testimonianze storiche: “Io mi auguro che Artena, superate le attuali difficoltà economiche in seno a tutte le amministrazioni comunali, sappia fare delle scelte illuminate e non trascuri, come ha fatto fino ad ora, una potenzialità finora sottosviluppata e incompresa. Ci sono delle prospettive di sviluppo per il turismo culturale di Artena, se ben indirizzato, ma non va dimenticato che la conservazione dei propri monumenti, lo studio, la valorizzazione e la divulgazione della propria storia, sono atti che vanno al di là del mero ritorno economico. La scuola non è una spesa a perdere; anche il Museo dovrebbe far parte della nostra “formazione scolastica”, per renderci più colti e più cosapevoli e orgogliosi delle nostre origini e affermarci nella vita. Lo dice una persona che non è di Artena, che si è innamorato della sua storia e che sperava di dare un contributo alla sua rinascita culturale.
Parole al vento, nel paese dei briganti del cemento.

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