Diciamolo. Ma non Facciamolo Sapere!

Un’ ordinanza per l’acqua a titolo cautelativo  è stata emessa il 28 maggio 2010 dal sindaco di Artena Mario Petrichella che ne vieta l’uso umano se non previa bollitura. L’ordinanza è stata disposta a seguito di un controllo da parte dell’Azienda Sanitaria Locale RM/G che ne ha disposto poi l’interdizione per aver riscontrato indici di contaminazione microbiologica.
L’azienda stessa ha poi disposto che da parte dell gestore del servizio idrico – ACEA ATO 2 SpA – vengano individuate le cause della non conformità, che vengano adottati gli interventi necessari al ripristino della qualità dell’acqua, che venga effettuato un rapporto per descrivere le ragioni dell’inquinamento e sui provvedimenti adottati.
L’ordinanza, a dire il vero, nonostante disponesse “ne venga data immediata ed adeguata diffusione ai cittadini residenti nel territorio di Artena, mediante affissione all’Albo Pretorio, pubblicazione sul sito web comunale e affissione in spazi pubblici del relativo avviso;” abbiamo notato (e ce ne è voluta…) solamente pochissimi manifestini in formato ridotto – metà per dimensioni rispetto a quello dedicato all’apertura della nuova farmacia comunale – nei pressi del centro della città (ex Granaio, ex Eca..). Per esempio abbiamo notato che alle Macere nello spazio dedicato agli avvisi del comune neanche l’ombra, nè al campo sportivo nè in piazza della fontana. Sito web comunale? Quale? Dove?…Gira e rigira, telefona e messaggia… Udite udite il sito web ufficiale ha cambiato indirizzo che ora è divenuto il seguente: http://www.comune.artena.rm.it

Alla luce di questi fatti tre considerazioni sorgono spontanee:

Il Comune di Artena, è risaputo, è un comune virtuoso. Credo che per un problema cosi delicato e sentito dalla popolazione non ci si debba assolutamente “risparmiare” sia per il formato dei volantini sia per la quantità da affiggere per tutto il territorio;
 
La società erogatrice del servizio idrico come mai non se ne è accorta prima? Dovrebbe o no effettuare le analisi periodicamente e, in caso di non conformità, darne notizia tempestivamente agli enti preposti? ;

Saremmo costretti, d’ora in poi, a bere l’acqua in deroga? Mi spiego meglio: Un decreto nazionale – D.L. n. 31 del 2 febbraio 2001 – prevede che le Regioni possano stabilire temporaneamente delle deroghe alla presenza di inquinanti nell’acqua potabile, ma purchè “nessuna deroga presenti potenziale pericolo per la salute umana”. Tali deroghe tuttavia dovevano essere emesse per un massimo di 3 anni, solo in presenza di azioni per rimuovere le cause d’inquinamento informando preventivamente la popolazione interessata, oltre ad altre garanzie. Sostanzialmente, tanto per concludere, saremmo costretti a continuare a pagare un servizio al 100% e pagare anche l’aqua imbottigliata (per goduria dei privati) che saremmo costretti a comperare perchè quella dell’acquedotto non si può bere? A dirla in breve oltre il danno anche la beffa?

E’ auspicabile che insieme allo scarno comunicato del comune seguano informazioni più precise soprattutto alle considerazionei di cui sopra.

Stay Tuned!

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