Dopo la Centrale a Turbogas al IV Km, previsto un Termovalorizzatore a Labico confinante con Tagliente

Siamo venuti a conoscenza da un quotidiano locale del 16/10/2010, dell’approvazione  di una zona industriale con annesso termovalorizzatore, confinante con i comuni di Palestrina (Carchitti), Labico, e Artena.  La vicinanza al  casello autostradale della futura autostrada Labico-Cisterna, incoraggia molti pubblici amministratori locali, ad adottare varianti al PRG, per nuovi progetti di capannoni, manufatti, di complessi immobiliari come quello previsto a Tagliente dal Comune di Artena, senza preoccuparsi del peggioramento delle condizioni di vita dei residenti, della scarsa viabilità esistente, dell’ambiente e della salute pubblica. Una zona industriale di 180 ettari con annesso inceneritore, questo ha deliberato la maggioranza dei consiglieri del Comune di Labico, cioè l’adozione di una variante in località Colle Spina nel territorio di Labico a circa 3 km in linea d’aria da Tagliente e dalle Macere, “Non bastava la centrale a turbogas sul confine est, al V km di Artena, per tutte le conseguenze ambientali che già esistono sul territorio inquinato della valle dei Latini (ex valle del sacco), adesso arriva, posizionato in una delle ultime zone verdi rimaste a Sud Roma che confina con il parco regionale dei castelli romani, la zona industriale con annesso termovalorizzatore. Consumare per bruciare, bruciare per consumare, questa è la logica una cultura politica, retaggio di degli anni settanta che ancora persiste negli attuali Amministratori Pubblici a tutti i livelli; una classe politica impreparata ai tempi della globalizzazione ed alla cultura della sostenibilità ambientale, ”non vede, non sente e non legge”, che nelle zone industriali di Roma e Frosinone sono in dismissione molti capannoni e fabbriche, per la delocalizzazione verso altre Nazioni dove si produce con costi ridotti di un quarto. 

L’autostrada Labico-Cisterna, darà luogo a devastanti interventi di trasformazione del territorio che riguarderanno Labico, Artena, Palestrina, Valmontone una sterminata distesa di cemento, asfalto, capannoni industriali, ed annesso inceneritore necessario anche alle grandi strutture della città dei balocchi di Valmontone e dell’outlet. L’opera, inserita nel piano nazionale delle opere pubbliche del Governo, anche se verrà realizzato da qui a dieci anni, allontanerà l’Italia dagli obiettivi del Protocollo di Kyoto e da uno sviluppo sostenibile  della città.

 Eppure siamo vicini a Colleferro che ha il poco invidiabile primato di essere una delle città più inquinate del Lazio, con dati epidemiologici spaventosi sull’insorgenza di alcune gravissime patologie, tumorali e respiratorie. Un prezzo altissimo da pagare in cambio della chimera del posto di lavoro. Un posto di lavoro che, nella migliore delle ipotesi, sarà di modesto livello, sottopagato e precario. Noi puntiamo ad uno sviluppo sostenibile che tenga conto delle caratteristiche del nostro territorio, senza seguire le chimere o i miraggi delle facili speculazioni, uno sviluppo che punta al recupero del centro storico per la ricettività e non al consumo di territorio, alla raccolta differenziata e non agli inceneritori, alla mobilità sostenibile su ferro e non su gomma. Gli Amministratori Provinciali e Regionali sono i primi responsabili per aver voluto privilegiare il trasporto delle merci su gomma, anziché investire sul disinquinamento ambientale ed alla riduzione del traffico, la scelta obbligata era quello del trasporto delle merci e delle persone su ferro, riducendo i costi economici, ambientali, sociali e rientrare negli obiettivi del protocollo di Kyoto.   Il nostro slogan politico “Svegliati Artena” è ancora più attuale, il sistema economico è in rapida trasformazione ed impone al settore produttivo moderne soluzioni tecnologiche, per rispondere alle esigenze di un nuovo modello di sviluppo più attento al consumo di territorio,  più sensibile alla qualità delle costruzioni e dell’aria, con l’obiettivo del riutilizzo dei prodotti, e della tutela dell’ambiente, per non far pesare sulla salute delle persone altri interventi, che produrranno sull’aria che respiriamo altre emissioni di gas nocive. L’ emissioni del termovalorizzatore in progetto a confine con Tagliente, oltre  a quelle  già esistenti a confine con Maiorana, quelle della centrale a turbogas al V km, quelle dovute al traffico dei mezzi pesanti per l’uscita del casello autostradale di Valmontone, renderanno il nostro territorio non più abitabile, firmate la petizione che in questi giorni si sta raccogliendo ad Artena, per sensibilizzare gli Amministratori Pubblici che sono i primi responsabili della scarsa gestione del territorio, ad una nuova politica urbana e territoriale che vede nella sostenibilità ambientale e nel risparmio energetico lo sviluppo del domani.
Impegno civico per artena

Vedi su Youtube il video dell’inceneritore di colle spina – Labico –

 

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