Si puo fare! Salva la prima casa, batosta sulle seconde

Savona – Il Sindaco della città decide di togliere l’ICI sulla prima casa.
La manovra lacrime e sangue del Governo Monti toglierà al Comune di Savona altri due milioni di euro (1,9 secondo i calcoli), e questo a conti fatti porterà i milioni in meno del prossimo bilancio 2012 a 10 (erano meno 8 fino a pochi giorni fa).
Un quadro ancora più tragico che Palazzo Sisto sta valutando con angoscia perché se già prima i vari assessorati dovevano prepararsi ad una rigidissima cura dimagrante, con fondi quasi azzerati per i settori non primari (quartieri-decentramento, turismo, commercio e politiche giovanili), a questo punto la dieta totale rischia di coinvolgere (ancora di più del previsto) quei settori che invece sono primari e assai vitali per il Comune, come le politiche sociali, la pulizia stradale, la qualità urbana, i lavori pubblici e altro ancora.

Uno scenario da incubo che tormenta le notti dell’assessore al Bilancio Luca Martino e del sindaco Federico Berruti che questa settimana sperano di fare il punto definitivo con gli uffici («non è stato ancora possibile – si sfoga Berruti – perché ogni giorno i termini della manovra cambiano») e riaffrontare l’argomento con tutti gli assessori per decidere “di che morte morire”.

C’è di buono che non tutto il male vien per nuocere e la stessa Finanziaria che mette in ginocchio i conti offre pure una via d’uscita che non piacerà ai possidenti immobiliari ma paradossalmente può consentire a Palazzo Sisto di ribaltare la situazione. L’introduzione della nuova “Imu” che sostituirà la vecchia Ici (imposta comunale sugli immobili), infatti, farà sì che il Comune abbia notevole autonomia fiscale nella tassazione degli immobili e con un prelievo spinto sui “ricchi” potrebbe persino recuperare la metà dei 10 milioni “persi”. L’ipotesi è infatti quella di una campagna durissima sulle seconde case, che a Savona sono circa 6 mila, salvando le prime case. Come? Applicando la tassa massima sulle seconde case e al contrario la minima sulle prime. Un modo per favorire le fasce deboli e le famiglie proprietarie dell’immobile dove vivono e viceversa infierire sulle multi-proprietarie. L’idea di Martino-Berruti è insomma di sfruttare tutto il margine di 3 punti per le seconde case e portare l’Imu dal 7,6 per mille al 10,6 e allo stesso modo sfruttare tutto lo sconto possibile per le prime portandolo dal 4 al 2. «Abbiamo stimato che ogni punto percentuale di aumento per le seconde case renderà circa 2 milioni, quindi considerato che sono 3 i punti massimi potremmo incassare quasi 6 milioni – spiega Martino – ovviamente si tratta di una misura estrema che prima di essere varata va discussa in giunta ma l’orientamento è questo. Viceversa vogliamo abbassare l’Imu sulla prima casa al 2 per mille e così non pesare sulle famiglie meno abbienti tenendo conto che questo abbattimento, sommato alla detrazione di 200-250 euro prevista per tutti, significherà non far pagare quasi nulla per la prima casa a nessuno, salvo chi ha maxi abitazioni o ville» conclude Martino.

 
 

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