La Città del Futuro “quale futuro per la città di Artena”

Nel Consiglio Comunale del 29/07/2010 e del 02/08/2010 si è assistito all’approvazione all’unanimità, da parte di tutti i consiglieri degli schieramenti politici dalla destra alla sinistra, dei
progetti “ASP” in variante al PRG, senza che si tenesse conto del notevole impatto urbanistico e ambientale che questi progetti avranno sulla pianificazione esistente, né delle numerose attività
ricettive presenti ad Artena. Decine di milioni di euro, che andranno a consumare terreno agricolo in località lontane e di particolare pregio paesaggistico, come il lago la Torre e Tagliente, e che invece potevano essere investiti per recuperare l’enorme patrimonio edilizio del centro storico.
1. La privatizzazione del PRG
Le numerose varianti al PRG approvate o in corso di approvazione avranno l’effetto di impedire qualsiasi pianificazione urbanistica della futura città, che invece dovrebbe essere
ispirata al superiore criterio di razionalità, e d’imparzialità, nell’interesse pubblico, della sicurezza delle persone e dell’ambiente, e cosi facendo, ci ritroveremmo delocalizzati senza nessun criterio,
impianti, attività, manufatti, edifici, creando pericolo alla sicurezza delle persone, al traffico ed all’inquinamento, con impoverimento del paesaggio e della pianificazione della futura città.

La nuova classe dirigente di Artena, oggi più di ieri, deve indicare il modello di sviluppo che vuole dare ad “Artena futura”, con delle linee d’indirizzo che esprimano il valore progettuale
urbanistico-architettonico e funzionale. La pianificazione urbanistica di Artena, è un “bene comune” e non esclusivo interesse di un privato, cioè se venisse uno sceicco e presentasse un
“progetto Asp” per una centrale nucleare o per 1.000.000 di mc di edifici, egli avrebbe diritto alla variante al PRG? Ecco perché è urgente e prioritario che l’Amministrazione Comunale
intervenga a disciplinare la materia e razionalizzi i progetti Asp, con il regolamento edilizio.
Il bando Asp si rivolge al 100 % delle attività dei Comuni della provincia di Roma: agricoltura,manifatturiero,commercio,impianti,turismo, ecc, ma il Comune di Artena non ha
indicato, a quale tipologia d’intervento dare la priorità, ad esempio favorendo i progetti di valorizzazione legati ad un’agricoltura di qualità ed a strutture ricettive di basso impatto
ambientale, né ha fatto degli studi di fattibilità, per stabilire il “quantum di volumetria” da cedere alle varie necessità alberghiere, ricettive ecc, e cosi ha lasciato carta bianca all’investitore privato,
modificando irreversibilmente il PRG, e l’assetto del territorio, ed oggi ci ritroviamo delle strutture ricettive di notevole impatto ambientale, come quella riportata nella foto. Inquinamento,
traffico,viabilità, sostenibilità edilizia, consumo del territorio agricolo ecc, sono tutti elementi che dovrebbero essere considerati se il Comune di Artena vuole essere un Comune “virtuoso”, ed è
necessario che si rivedano alcune errate strategie urbanistiche, come quelle di localizzare insediamenti edilizi, lontani e con scarsi servizi, ad esempio: il lago la Torre detto di Giulianello e
la località di Tagliente con consumo di terreno agricolo, ed alti costi sociali per la comunità. La bellezza incontaminata del lago di Giulianello, era stata riportata nella prima pagina del
programma del Sindaco Petrichella e la“ promozione e tutela delle aree verdi, era uno dei suoi punti programmatici, oggi invece, nei Consigli Comunali del 29/07/2010 e del 02/08/2010 (4 mesi
dopo l’elezione), l’attuale Amministrazione Comunale, ha approvato all’unanimità, dei progetti che daranno inizio alla cementificazione di “esclusive aree agricole”.
Una classe dirigente tutela e promuove anche presso l’Unione Europea la natura e la biodiversità dei luoghi come quello del lago la Torre, e della località di Tagliente, e non assiste
passivamente alle problematiche connesse alle varianti Asp, ed al parco giochi.

2. Quale modello di sviluppo gli Amministratori vogliono dare ad “Artena futura”?
Il rapporto uomo, città, urbanistica-ambiente è un rapporto irrinunciabile, poiché una città, dovrebbe creare delle capacità, dovrebbe essere un’opportunità per tutti i cittadini, cioè creare
capitale umano e capitale sociale e non solo economico. Se l’urbanizzazione non venisse disciplinata con il PRG, le aree agricole subiranno una forte
riduzione anche in termini di lavoro e di fatturato, con il rischio è di indebolire le produzioni tipiche di Artena, grano,polenta, orzo ecc, “mandando così in crisi la sostenibilità dell’intero comparto
agroalimentare, legato alla produzione delle eccellenze locali”.
Il Sindaco, oggi ha la responsabilità di trovare il giusto equilibrio tra sviluppo e ambiente, coniugando un nuovo modello urbanistico per Artena, rispondente alle esigenze turistiche,
produttive, agricole del paese, per non permettere l’oscuramento delle bellezze naturali e paesagistiche di Artena.

Impegno Civico per Artena

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