La Fame di Territorio Artenese – ‘Ambiente e Costituzione’

Artena è uno di pochi paesi rimasti dove è possibile ancora sfruttare il suo territorio. La responsabilità degli Amministratori comunali è stata quella di aver consentito con le innumerevoli varianti al PRG, una subalternità verso il capitale privato, che ha deciso la pianificazione della futura città di Artena. Una crescita selvaggia e disorganizzata dove si evidenzieranno  le  carenza d’infrastrutture, le carenze di servizi, le carenze di spazi pubblici, le carenze culturali, ecc.
Sono 37 i progetti Asp (azienda sviluppo provincia), presentati al Comune a seguito dei bandi dal 2002 al 2007 ed un altro è in arrivo,  per un totale di 68.555.442 € d’investimenti, più dell’investimento della centrale a turbogas. Su questi progetti il Comune può dire SI oppure NO, verificare la loro compatibilità  urbanistica e l’impatto ambientale, prendere in considerazioni le osservazioni ed i reclami dei cittadini, ma in occasione del Consiglio Comunale del 02/08/2010 è stata affermata la volontà politica di approvarli tutti indistintamente.

Si tratta di un fenomeno speculativo particolarmente subdolo nel settore urbanistico-edilizio, che ha ormai raggiunto dimensioni preoccupanti: basta consultare l’elenco e l’entità dell’investimento: grandi  complessi immobiliare realizzati attraverso lo sfruttamento surrettizio della variante al PRG, riservate principalmente al settore turistico-alberghiero-ricettivo, “alcune classificate come nuove attività produttive”,  (che beneficiano spesso anche di incentivazioni economiche ed agevolazioni fiscali) con la relativa convezione stipulata tra privato e Comune che prevede di “fatto” il cambio d’uso, per cui queste attività “turistico-ricettive” si trasformeranno in una pluralità di unità immobiliari autonome che saranno vendute come prime o seconde case, sovente in zone ove la pianificazione comunale non consente insediamenti residenziali, come quelle nelle località  agricole di Tagliente, del lago Giulianello e grazie a queste varianti  ogni terreno agricolo può essere venduto come edificabile.
Questo fenomeno, si è sviluppato negli ultimi 7-8 anni, e dovrebbe preoccupare gli Amministratori comunali conoscitori della Costituzione, perché  anzitutto tali progetti hanno un forte impatto sul territorio, sotto il profilo dell’assetto urbanistico, in quanto pregiudica le regolari ed  autonome scelte della programmazione edificatoria e condiziona la pubblica Amministrazione nell’esecuzione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria. Chi garantirà il lavoro ai 515 addetti in nome dei quali si autorizzano le varianti urbanistiche per milioni di mc di edifici, se dopo 10-15 anni potranno cambiare d’uso? 
In relazione a questa nuova fenomenologia la giurisprudenza della Corte di Cassazione ha ravvisato  gli elementi costitutivi del reato di lottizzazione abusiva, nella prospettiva finale della tutela del bene, di rango costituzionale (artt. 3, 9 e 32 Cost.), rappresentato dal territorio, ovvero dall’habitat in cui l’uomo vive ed opera e che incide direttamente sulla qualità individuale e sociale della vita. Viene così inquadrato nella fattispecie lottizzatoria il sostanziale conferimento di un diverso assetto ad una porzione di territorio comunale, con “significativa trasformazione” della organizzazione complessiva di detto territorio messa a punto dagli strumenti urbanistici anche attraverso il coordinamento delle varie destinazioni d’uso. La Corte Costituzionale ha rilevato infatti, al riguardo, che “le destinazioni d’uso degli immobili sono in diretto rapporto con l’assetto del territorio dei Comuni e costituiscono attuazione delle funzioni e degli usi delle zone in cui viene articolato il territorio medesimo, secondo le previsioni della pianificazione comunale” [sentenza Corte Cost., 11.2.1991, n. 73].
Deve ritenersi inammissibile, pertanto, il mutamento della destinazione d’uso di un immobile che alteri il complessivo assetto del territorio messo a punto attraverso gli strumenti urbanistici, tenuto conto che l’organizzazione del territorio comunale si attua con il coordinamento delle varie destinazioni d’uso, in tutte le loro possibili relazioni, e con l’assegnazione ad ogni singola destinazione d’uso di determinate qualità e quantità di servizi.

Art. 9. Cost.: La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.     Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Art. 32 Cost.: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della
persona umana.

Nel nostro paese le generazioni che ci hanno preceduto  hanno lasciato un  segno del loro passaggio  e questo ha contribuito a donare al paesaggio di Artena  la sua inconfondibile fisionomia, che coniuga armoniosamente verdi colline, boschi cedui,  e l’imponente vestigia delle chiese e dei palazzi del ‘600.
Purtroppo, durante gli anni del boom economico, sono stati creati interi quartieri senza vie d’uscita, un sottosviluppo urbanistico irrazionale, dettato dalle condizione d’emergenza e dal bisogno di abitazioni, ma oggi che questo necessità è stata superata, si devono  organizzare razionalmente i nuovi interventi edilizi in modo da non compromettere l’equilibrio sociale e naturale. Autorizzare  una edificazione selvaggia che si rileva dai vari bandi Asp, vuol dire creare in alcuni casi dei veri “ecomostri” come quelli che già sono in corso di costruzione vicino il campo sportivo; la tutela dell’ambiente prescinde dal  prevalere dell’interesse individualistico sull’interesse di tutta la società., è interesse di tutti rispettare il patrimonio artistico e naturalistico. Il territorio è un “bene comune” che non si può più considerare come terreno da sfruttare, ma ricchezza appartenente all’umanità, un “habitat” naturale riservato  all’uomo ed al suo futuro.

Impegno civico per Artena ritiene  che debba essere  l’ Amministrazione Comunale a dare le linee d’indirizzo sulla crescita della futura città, cioè avere una propria progettualità rispetto allo sviluppo urbano, e non subirlo con l’ingerenza del capitale privato che impone il suo modello sociale ed economico sulla città, gli investimenti privati non armonizzati con le necessità  produrranno nel tempo trasformazione irreversibili sull’ambiente e sul territorio e per i  quali non si possono chiudere gli  occhi.

In allegato l’elenco dei progetti Asp.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: