La Strana Storia del Turbogas

La strana storia della nascente centrale a turbogas di Colleferro; tra pastori, proteste dei cittadini e nuove società (link http://www.eccolanotiziaquotidiana.it/la-strana-storia-della-nascente-centrale-a-turbogas-di-colleferro-tra-pastori-proteste-dei-cittadini-e-nuove-societa/)

I terreni della Secosvim oggetto del contendere da diversi mesi, prima tra il pastore Fadda e la società stessa e ora tra i cittadini e l’amministrazione comunale di Colleferro per la futura realizzazione di una centrale termica di 40 MW mentre i cittadini della zona chiamata al IV chilometro iniziano i primi incontri per cercare di impedirne la costruzione, in attesa di un incontro chiarificatorio con il sindaco Mario Cacciotti

Ma andiamo con ordine. Per quanto riguarda la causa civile tra Raimondo Fadda e la Secosvim, l’oggetto del contendere riguarda i terreni tra Colleferro e Artena di proprietà Secosvim che Fadda utilizza da diversi anni per il pascolo dei suoi animali. “Ho sempre fatto pascolare il mio gregge in questi terreni in cambio della pulizia e della recinsione perimetrale e cancelli di accesso – ci dice Fadda – ma dal mese di luglio scorso la situazione è precipitata perchè c’è in atto una causa civile contro di me, in quanto Secosvim vuole per se tutti i terreni”. Qulche sera fa, però la situazione è precipitata. “Dalla metà di luglio ad oggi esistono continue aggressioni da parte della Secosvim nei confronti di Fadda – afferma il legale del pastore, Leone Del Ferraro – ci sono guardie giurate che impediscono il passaggio di giorno e di notte, nonostante esista una causa civile pendente che deve fare il proprio corso. Ma il fatto più eclatante si è verificato l’ultima settimana di agosto, Fadda è stato trattenuto dalla polizia in carcere per tre giorni e due notti per minacce alle forze dell’ordine. Di fronte al Giudice per il processo, lo stesso ha dato ordine di non luogo a provvedere”.

“Secosvim non sta rispettando le vie legali – le conclusioni del legale – a fronte di un giudizio civile si stanno perpetrando delle forzature che stanno nuocendo al pastore, ma anche agli animali, molti dei quali sono stati trovati morti a causa di traumi da investimento di automezzi, quelli delle forze dell’ordine che stanno presidiando i terreni”. Secosvim fa sapere che non ha mai concesso, in uso o comodato o affitto o sotto qualsivoglia altra forma a Fadda e/o ad altre persone fisiche o giuridiche, alcun terreno per adibirlo a pascolo, a coltivazione o ad altri usi. “Tutti i terreni oggetto del contendere sono abusivamente occupati dal 1999 dal Fadda e da altri braccianti agricoli alle sue dipendenze – rendono noto dalla Secosvim – dal 2000 Secosvim ha tutelato i propri interessi in tutte le sedi giudiziarie; a favore della società ci sono due sentenze del Tribunale di Velletri (l’ultima del 2006), che hanno imposto al Fadda il rilascio immediato dei terreni. Il 28 luglio 2010, di nuovo il tribunale di Velletri ha stabilito che il Fadda non aveva diritto di stare sul terreno Secosvim. Il tribunale ha dunque reimmesso Secosvim nel possesso del terreno. A questo punto Fadda ha reagito molto violentemente alla decisione del tribunale, procedendo a numerose aggressioni nei confronti dell’azienda Secosvim. Durante queste ripetute aggressioni, anche con l’ausilio di mezzi a pala meccanica e con l’ausilio di una sua banda di 6 persone, il Fadda ha prodotto danni ingentissimi per diverse centinaia di migliaia di euro ai beni della Secosvim, mandando all’ospedale diversi dipendenti Secosvim. Per tali atti violenti sono in corso le dovute azioni (15 denunce e querele per lesioni personali, minacce, violenza privata, danneggiamento aggravato, ecc.) da parte dell’autorità giudiziaria. Due membri della banda del Fadda sono stati catturati e tradotti in carcere dalle forze dell’ordine.  Secosvim sta operando nel pieno rispetto della legge a tutela dei propri diritti e della salvaguardia dei suoi dipendenti e dei suoi beni – le conclusioni della nota – tutelando sempre e comunque l’incolumità del gregge: ogni dichiarazione che riconduca a Secosvim la responsabilità della presunta morte di capi del gregge è falsa, strumentale e, trattandosi di reato mai avvenuto, calunniosa; la società adirà pertanto le Autorità Giudiziarie competenti contro qualsiasi affermazione diffamatoria e calunniosa che la veda coinvolta sui media.

Ora si passa a discutere tra cittadini e amministrazione comunale per la centrale termica, frutto di un accordo tra Seci Energia e Avio. Si tratta di una nuova centrale di cogenerazione da 40MWe nel Lazio con 40 MWe  potenza, 300 GWh/anno di energia elettrica e 110 GWh/anno di energia termica prodotta, 42 milioni di euro di investimento, 20 mesi il tempo di realizzazione. Un progetto che nasce a marzo 2010. Seci Energia, sub holding del settore energetico del Gruppo Industriale Maccaferri, ed  Avio, Gruppo Leader nella propulsione aerospaziale, hanno costituito Termica Colleferro spa per realizzare e gestire una centrale termoelettrica di cogenerazione ad alto rendimento della potenza di 40 MWe a Colleferro, in provincia di Roma. Questo nuovo impianto è destinato a sostituire quello attualmente in funzione nel comprensorio industriale Avio e fornirà energia anche per altri insediamenti industriali sul territorio. La newCo Termica Colleferro spa, controllata per il 60% da Seci Energia e partecipata per il 40% da Avio, è già subentrata nella conduzione della centrale attualmente in uso. L’apertura del cantiere per la costruzione della nuova centrale è previsto nel prossimo mese di aprile, mentre l’avvio dell’esercizio commerciale avverrà, presumibilmente, nel gennaio 2012.

“L’obiettivo della joint venture – spiega Raimondo Cinti amministratore delegato di Seci Energia e presidente della Termica Colleferro – è quello di realizzare una centrale termoelettrica di cogenerazione che assicuri l’intero fabbisogno di energia elettrica e di energia termica (vapore) al comprensorio industriale di Colleferro. L’energia elettrica eccedentaria verrà ceduta alla Rete di Trasmissione Nazionale. L’impianto – prosegue il presidente – è dimensionato per sostenere futuri sviluppi dell’area come, per esempio, la costruzione di un impianto di teleriscaldamento”.

Il progetto della centrale è stato sviluppato dai due partner industriali con una particolare attenzione sia alle risorse energetiche del territorio che all’impatto sull’ambiente. Infine, grazie alla sua configurazione a ciclo combinato, alimentato a gas naturale, è possibile ottenere la massima efficienza e flessibilità. La nuova centrale di cogenerazione, una volta in esercizio, sarà in grado di produrre 300 GWh/anno di energia elettrica e 110 GWh/anno di energia termica.

Pier Giuliano Lasagni, vicepresidente della nuova società Termica Colleferro e responsabile della Divisione Spazio di Avio in Colleferro, che in veste di maggiore utente industriale e partner di SECI nella iniziativa, giudica fondamentale il sostegno di questa nuova centrale a garanzia di una crescita delle proprie attività di alta tecnologia, sempre più attenta alla efficienza energetica e al rispetto dell’ambiente, e, non ultimo, a beneficio dello sviluppo delle infrastrutture e di nuove iniziative sul territorio di Colleferro.

L’investimento complessivo è di circa 42 milioni di euro. Il finanziamento dell’investimento è assicurato da un pool di istituti bancari: Banca Popolare di Verona, Cariparma, BPM, UGF e Cassa di Risparmio di Ravenna.

La società Termica Colleferro ha ottenuto tutte le autorizzazioni: dal VIA della Regione Lazio all’ AIA da parte di Provincia di Roma e il Permesso di Costruzione del Comune di Colleferro. Sono inoltre, in via di perfezionamento, le procedure per la realizzazione dell’elettrodotto che collegherà la centrale alla rete elettrica nazionale, così come per il gasdotto che collegherà l’impianto alla rete gas limitrofa.

“Siamo molto soddisfatti – conclude Gaetano Maccaferri, presidente di Seci Energia – per l’avvio dei lavori di questo nuovo impianto – tecnologicamente innovativo – perché  rientra nelle strategie di sviluppo che Seci Energia ha perseguito in questi anni: implementare la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, valorizzare gli investimenti e consolidare la presenza, come player di settore tenendo, sempre, al centro del proprio business lo sviluppo di un sistema energetico sostenibile a tutela del territorio e dell’ambiente. Seguendo questa impostazione, in questi mesi è stato anche presentato un progetto per realizzare, all’interno dello stesso comprensorio, un impianto fotovoltaico da 10 MWp, per una produzione di energia elettrica rinnovabile di 12.000 MWh/anno e 6.000 tonn/anno evitate di CO2”.

gc

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