PROJECT FINANCING “APPALTI VIETATI DALL’EUROPA”

   Il project Financing o finanza di progetto  è una forma di finanziamento tramite la quale le pubbliche amministrazioni possono ricorrere ai capitali privati per la realizzazione di progetti e infrastrutture ad uso della collettività. In altre parole le spese per la realizzazione di un’opera pubblica possono essere

sostenute totalmente o parzialmente dai privati, come nel caso del ponte di Messina. 

I vantaggi di questa collaborazione tra pubblico e privato sono reciproci. Le pubbliche amministrazioni possono portare a compimento interventi importanti, non consentibili dalle disponibilità di bilancio. L’investitore privato ottiene, invece, la concessione per lo sfruttamento economico dell’opera realizzata. 
La realizzazione di un’opera può avvenire solo dopo una stima compiuta dagli istituti di credito che prenda in esame la reale capacità del progetto di essere remunerativo. Sono oggetto di valutazione principalmente i costi di realizzazione e il futuro bacino di utenza dell’opera. Oltre alla sua utilità l’opera, una volta portata a termine, deve garantire un’effettiva redditività.

Già dal 2006 l’Unione Europea aveva avviato una procedura d’infrazione delle direttive comunitarie in tema di project financing verso l’Italia, poiché i rappresentanti del nostro paese  credendosi furbi individuavano il soggetto promotore che doveva realizzare l’opera ottenendone un cospicuo ritorno economico e chi si metteva d’accordo con la Pubblica Amministrazione quasi automaticamente vinceva il relativo bando di assegnazione. In sostanza era ed è un metodo per eludere la competizione tra le imprese nel realizzare l’opera pubblica, cioè un modo per fare concorrenza sleale offrendo ai cittadini servizi a volte di scarsa qualità ed una esecuzione dei lavori non rispondente ai criteri qualitativi stabiliti e chiedere ulteriori e non previsti finanziamenti. 

 

POLITICI E TECNICI FURBETTI DEGLI APPALTI

 

A tagliare la testa al toro ci ha pensato il consiglio di Stato che con la sentenza n. 4084/2010 ha affermato il principio che nel piano economico finanziario del progetto deve emergere in modo chiaro ed inequivocabile in che cosa consiste il vantaggio pubblico nel realizzare una determinata opera, oppure non si ha luogo a procedere.

Per capirci è il vantaggio pubblico che deve prevalere e non quello del privato che realizza l’opera pubblica e la gestisce. Se questa convenienza non c’è automaticamente il project financing è illegittimo,e nessun aggiustamento di comodo può essere fatto dopo l’avvio dell’iter. L’Amministrazione non può proporre un progetto che presenta alti costi di realizzazione rispetto ai prezzi di mercato, come è già accaduto troppe volte nel passato, andando ad aumentare il debito pubblico finanziato dai cittadini.

Quindi niente più bufale con il project financing che finora è stato per imprenditori e professionisti un modo facile di arricchirsi con la corsia preferenziale di affidare secondo criteri di dubbia imparzialità appalti ed incarichi.

Esistono canali di finanziamento dall’Europa per la delocalizzazione dei cimiteri comunali dai centri abitati nelle aree periferiche, è un occasione per il Comune di Artena di rivedere alcune scelte errate del passato tra cui il  project financing.

  Impegno civico per Artena

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