Ultime nuove su biomasse e inceneritori in quel di Artena

Pochi giorni fa sul quotidiano La Repubblica, si è tornato a parlare di biomasse nella ex Valle del Sacco (rinominata Valle dei Latini) come strumento per la bonifica e il recupero ambientale ed economico della zona. Ufficialmente la Regione Lazio, tramite l’impegno dell’Assessore all’Agricoltura Daniela Valentini, ha ufficialmente stipulato un’intesa con l’ACEA per la realizzazione di un impianto per produrre elettricità da biomasse (residui delle coltivazioni, letame, trucioli di legno e a quanto pare anche rifiuti). L’impianto produrrà 5 Megawatt (inizialmente si parlava di un progetto da 40 Megawatt) destinati alle attività industriali e il riscaldamento di ospedali e scuole, potenzialmente in grado di fornire elettricità e calore a 60.000 – 70.000 abitanti.

Nell’articolo viene affermato che questa energia sarà prodotta “…senza alcun genere d’ inquinamento: la produzione di elettricità da biomasse rientra infatti nella cosiddetta energia pulita…”, non si fa nessun riferimento a fonti che confermino queste affermazioni. E anche noi rimaniamo con il forte dubbio che non si è ancora valutata attentamente la questione delle emissioni ambientali di un impianto del genere, soprattutto se consideriamo che saranno bruciate biomasse impiegate per bonificare i terreni da sostanze altamente cancerogene e tristemente famose come il beta-esaclorocicloesano. Infatti il combustibile per l’impianto provenirà dal Distretto Agroenergetico della Valle dei Latini (formato dai comuni di Anagni, Arnara, Artena, Castro dei Volsci, Ceccano, Ceprano, Colleferro, Falvaterra, Ferentino, Frosinone, Gavignano, Genazzano, Morolo, Paliano, Patrica, Pofi, Segni, Sgurgola, Supino, Valmontone) che fornirà circa 50 mila ettari di superfici utili.

resized_inceneritore-93fe0-e50abE il distretto è già all’opera: a partire dal 21 Marzo partirà il progetto di semina di talee di pioppo per 1.000 ettari nella fascia interdetta alle coltivazioni agroalimentari, destinati alla produzione di energia elettrica. Inoltre si stanno costituendo in questi giorni le società predisposte alla vendita dell’energia elettrica ai gestori nazionali e le società di servizio legate all’intera filiera che si andrà a costituire. Quindi anche se ad Artena tutto tace, il meccanismo è in movimento e i tasselli del puzzle continuano a essere messi sul tavolo, uno appresso all’altro.

C’è da aggiungere che il progetto di recupero della Valle dei Latini, non passa solo attraverso la realizzazione di questo inceneritore di biomasse, ma è articolato tramite tre grosse correnti di intervento:

    1. 1) l’inceneritore di biomasse;
      2) la filiera Biogas: Produzione di biogas per cogenerazione (termico-elettrica), a partire da deiezioni animali;
      3) la filiera Biodiesel: produzione di biodiesel a partire da 3.000 ettari di terreno dedicati a tale coltura che potrebbero dare origine a circa 1.200 tonnellate/anno di biodiesel.

cartina3Ciò non può che alimentare altri dubbi: perchè si è scelto di appioppare (sembra proprio il caso di dirlo) ad Artena, la più lontana dal Sacco, il progetto che nasconde più incognite dal punto di vista dell’impatto ambientale? Una domanda che risulta più secca, se si considera che Artena viene annoverata tra i comuni della ex Valle del Sacco solo quando si parla di inceneritore di biomasse, ma mai quando si parla di finanziamenti per il recupero dell’emergenza ambientale: a titolo di esempio, la Regione Lazio ha stanziato 55,7 milioni di euro per l’attuazione di 18 progetti che prevedono la realizzazione di impianti di depurazione urbani ed industriali, reti fognarie, impianti per il riutilizzo delle acque reflue e sistemi di collettamento. Di questi milioni di euro, quanti sono destinati ad Artena? Sono stati presentati dei progetti per il nostro Comune? Per esempio, mi sembra di ricordare che in un non precisato Consiglio Comunale di qualche tempo fa, era venuto alla luce la sospensione del servizio del depuratore urbano della frazione Colubro. Chissà qual’è la situazione ad oggi di quell’impianto…

L’unico dubbio che non abbiamo riguarda la mancanza totale di informazione sull’argomento. Invitiamo i lettori del sito a renderci partecipe su ogni genere di informazione riguardo queste (e altre) tematiche.

Per Approfondire
L’articolo su Repubblica

 

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