Un nuovo ruolo del settore pubblico del Comune che funzioni meglio e costi meno

4 miliardi di euro dovrebbero essere i tagli agli Enti locali, e circa 10 milioni di euro sono le richieste di finanziamento del Comune di Artena alla Regione Lazio, paghiamo noi gli effetti della manovra, per questo occorre nuovo e diverso modo di intendere il settore pubblico, un new deal appunto, un “nuovo corso”, che eviti gli spechi delle risorse pubbliche dei Comuni, infatti spesso si assiste a strade che vengono rifatte due volte, o che rimettono le mani con altri progetti su aree dove qualche anno prima erano intervenuti con progetti ritenuti sbagliati, con dispendio di soldi pubblici, oppure che dilapidano le risorse pubbliche con lavori che aperti alla concorrenza del libero mercato costerebbero notevolmente di meno, cioè che  i bandi di gara non siano delle semplici formalità, dove già si presupe a monte che vincerà l’asta pubblica.  
 Un new deal appunto, un “nuovo corso”,  per aiutare il Paese a ripartire consapevolmente, un patto tra cittadini, imprese e settore pubblico per un nuovo modello di azione pubblica e quindi per un Comune che costi meno e funzioni meglio.
C’è bisogno del contributo di tutti: donne, uomini, delle organizzazioni pubbliche e private che lavorano nella PA e per la PA per essere protagonisti del cambiamento.  Un ruolo importante da giocare perché la comunicazione corretta, la valorizzazione delle buone pratiche, l’inchiesta coraggiosa sui successi e sui fallimenti degli Enti locali, come fanno alcuni giornalisti,  sono i prerequisiti essenziali di questo nuovo corso.
Impegno civico propone una consulta del territorio, aperta al contributo di tutti per finalizzare gli sforzi su un obiettivo prevalente, che diventa anche il principio guida del new deal, che proponiamo al Comune dimostrare che è possibile risparmiare nel settore pubblico, come già avevamo proposto per l’acquisto dei loculi e delle cappelle cimiteriali
In altre parole risparmiare è possibile, con l’innovazione, l’organizzazione, e l’ottimazzazione dell’assetto istituzionale.
Per far questo è necessario investire e mettere a sistema le migliori energie del Paese: le migliori teste, le migliori aziende innovative, perché possano indicare con coraggio ed indipendenza strade nuove, partendo dalle tante esperienze di successo che sono presenti ad Artena e non sono mai riuscite ad emergere politicamente, contrastate talvolta dall’invidia o  dalle consorterie dei privilegi e della conservazione che hanno fatto di Artena un Paese bloccato, un Paese senza innovazione, favorendo con la politica delle raccomandazioni  professionisti compiacenti, alle  intelligenze e professionalità che ci sono ad Artena.
Noi crediamo invece che questo sia uno straordinario momento per riprendere in mano il testimone dell’ iniziativa politica, e tre sono i settori che abbiamo individuato per portare a fattor comune esperienze, progetti, fallimenti:
innovazione tecnologica per una PA digitale che, a costo zero, produca risparmi misurabili (interconnessione e PA aperta, dematerializzazione, reingegnerizzazione dei processi, servizi online, cloud computing, ecc.) e liberi risorse e opportunità;  

innovazione organizzativa a caccia degli sprechi interni derivati da un inefficiente uso delle risorse (cattiva gestione delle persone e delle risorse strumentali, strutture organizzative disallineate rispetto agli obiettivi, carenza di misurazione e di valutazione, ecc.) ed esterni indotti dai costi della burocrazia (complicazione burocratica per imprese e cittadini, incertezza su procedimenti e processi decisionali pubblici, lentezza, ecc.);
 
innovazione e revisione dell’assetto istituzionale per evitare duplicazioni, allineare le istituzioni ai servizi effettivi da erogare, centrare l’ingegneria del sistema non sulla sopravvivenza del sistema stesso, ma sui bisogni dei cittadini e delle imprese. 

La consulta del territorio che proponiamo: convegni, seminari, comunicazione online, attività sul territorio, dovrebbe essere finalizzata alla ricerca del ruolo del settore pubblico in questo contesto economico e sociale e sul principio guida di “risparmiare innovando”. La nostra attività dovrà cioè dimostrare, esempi concreti alla mano, che ottimizzare gli investimenti pubblici è possibile,  nel senso di non depauperare il bene comune, per migliorare la  ‘vita pubblica’ e gli ‘affari pubblici’ del nostro paese.
Impegno Civico per Artena

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