Un Paese di Corrotti e Corruttori: nella Classifica dietro al Ruanda

L’Italia scende ancora nella classifica di Transparency International (Ti) sulla percezione della corruzione nella pubblica amministrazione, che quest’anno la vede al 67/mo posto a livello mondiale con 3,9 punti, dopo il Ruanda (66/mo posto, 4  punti) e solo un gradino sopra la Georgia (68/mo posto, 3,8 punti). Il Corruption Perceptions Index (CPI) è considerato la misura più credibile al mondo per misurare la corruzione nel settore pubblico.

Rispetto al 2009, quando era al 63/mo posto con 4,3 punti, l’Italia perde così quattro posizioni. In testa alla graduatoria, presentata oggi a Berlino, ci sono – a pari merito – Danimarca, Nuova Zelanda e Singapore, tutte con 9,3 punti,  seguite da Finlandia e Svezia (9,2 punti ciascuna) e dal Canada (8,9 punti). Dal 2004, quando l’indice era posizionato al 42° posto, ad oggi perde 25 posizioni.

L’indice di Ti misura la ‘percezione della corruzione’ che manager, imprenditori, uomini d’affari e analisti politici si fanno di un determinato Paese soprattutto sulla base di notizie dei media. La Somalia, con 1,1 punti, è in coda alla classifica di 178 paesi esaminati, preceduta da Afghanistan e Myammar (1,4 punti). Il punteggio dell’Italia “non sorprende più di tanto – ha commentato in un comunicato la sezione italiana di Transparency International -, in considerazione di dodici mesi passati caratterizzati dal riemergere di fatti corruttivi, o sospettati tali, a vari livelli di governo (locale, regionale, nazionale) e che ha visto coinvolti sia funzionari che esponenti  politici di ogni schieramento”.

Ebbene si, questo è un Paese di Corrotti e Corruttori (diciamo pure un Paese di Mersa….).

Liberamente tratto da Agenzia ANSA (Liberamente ma non troppo).

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